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Tumore della prostata

Tumore della prostata e terapia focale: cos’è e come funziona

Abbiamo già visto nell’articolo: “Tumore alla prostata: sintomi, cause e tipologie” cos’è e come si manifesta il tumore della prostata. Uno dei cancri più comuni e frequenti in Italia tra la popolazione maschile. Quando il tumore della prostata è curabile, le terapie sono molteplici ed efficaci nella maggior parte dei casi. Esistono infatti molte tecniche ed interventi mini-invasivi e non invasivi che possono applicate e intraprese allo scopo di eliminare definitivamente il problema. Tra le ultime modalità terapeutiche non invasive emerse nel trattamento attivo del tumore della prostata localizzato, lo sviluppo delle terapie ablative focali, rappresenta un aspetto unico e innovativo. Si tratta di terapie mirate unicamente al trattamento del nodulo tumorale, che puntano a fornire, in specifici casi selezionati, una sicurezza oncologica equivalente al tradizionale intervento. Sensibilmente ridotta però la tossicità dell’intervento, visto che questo genere di terapia offre i migliori risultati funzionali che si possano desiderare.

Tumore della prostata: l’avanguardia delle terapie ablative focali

La terapia ablativa focale è una particolare tecnica che attua l’ablazione mirata. In questa terapia infatti l’asportazione mirata alla lesione è intrapresa in modo preciso e sicuro. Così facendo l’organo è risparmiato e la funzione fisiologica della ghiandola è preservata totalmente. Inoltre il tessuto patologico è controllato in maniera più che adeguata. Si tratta di una vera e propria innovazione in campo chirurgico, una tecnica rivoluzionaria che prende il nome di HIFU (High Intensity Focused Ultrasound): Crioterapia e ultrasuoni focalizzati ad alta intensità

Crioterapia e ultrasuoni focalizzati ad alta intensità

Il funzionamento dell’HIFU si basa sullo stesso principio degli ultrasuoni convenzionali utilizzati per le classiche ecografie diagnostiche. La tecnica infatti, se la fonte di emissione degli ultrasuoni ha l’energia sufficiente applicata su una piccola parte di tessuto (focalizzata), può produrre, in una ristrettissima e precisa zona anatomica, un aumento di temperatura.

Questo effetto termico risulta letale per il tessuto tumorale. Nonostante l’applicazione della terapia sia eseguita a distanza e non direttamente a contatto con il tessuto, i risultati sono validi e riscontrabili.  L’effetto sul nodulo tumorale è dimostrato istologicamente, a livello cellulare. Infatti, le biopsie, effettuate immediatamente dopo l’HIFU nell’area trattata, mostrano necrosi coagulativa completa del tessuto. Quest’ultimo verrà successivamente sostituito da tessuto fibrotico non tumorale.

HIFU: risultati e vantaggi

La capacità dell’HIFU di produrre la morte delle cellule di un tessuto patologico, mantenendo la fonte degli ultrasuoni ad una certa distanza dalla zona interessata, rappresenta poi il grande vantaggio della tecnica. Questa sua caratteristica, fa spiccare la pratica come uno dei migliori trattamenti chirurgico non invasivi, attualmente in uso.

L’HIUFU non sfrutta radiazioni ionizzanti. Inoltre, il tessuto che si trova nel punto di entrata e di uscita dell’HIFU non è danneggiato durante e a seguito del procedimento. In questo modo è garantita la completa preservazione della ghiandola sana, che può quindi proseguire la sua fisiologica funzione. Di conseguenza il trattamento può essere applicato più volte senza nessun rischio. Difatti è applicato più volte anche in caso di recidive, o fallimento dei precedenti trattamenti tradizionali.

Tumore della prostata

Ulteriore vantaggio del trattamento non invasivo focale del tumore della prostata, è infatti la possibilità che questo possa essere impiegato anche nei casi dove le terapie classiche abbiano fallito. Ad esempio quando i trattamenti radioterapici tradizionali non riescano ad eliminare il problema e la malattia riprenda localmente il suo corso. Nei pazienti in cui il trattamento di radioterapia non ha avuto successo la terapia focale HIFU risulta sicura ed efficace. 

HIFU: com’è eseguita l’operazione

La procedura si realizza in sala operatoria in anestesia generale o rachidea. La durata è variabile, ma di norma si aggira attorno ad un’ora o due. La sonda che emette l’energia attiva, è introdotta delicatamente in maniera atraumatica dall’ano fino al retto. Il liquido refrigerante contenuto nell’involucro della sonda, assicura il raffreddamento della parete rettale, così da prevenire lesioni termiche.

È quindi realizzata una mappa tridimensionale della prostata, con fusione in tempo reale delle immagini di risonanza magnetica nucleare ed ecografiche. La tipologia di impulso e l’energia erogata, così come la risultante temperatura necessaria alla morte delle cellule tumorali, sono calcolate attraverso un avanzato modello informatico computerizzato. Sono perciò usati margini di sicurezza adeguati, per proteggere lo sfintere striato e i fasci nervosi limitrofi.

I conseguenti risultati funzionali urinari e sessuali sono ottimi. Questa pratica permette di evitare gravi e temute conseguenze come l’incontinenza e l’impotenza sessuale. Al termine della procedura è infine posizionato un catetere vescicale, che perdurerà 2-10 giorni a seconda del caso. Di norma il ricovero prevede anche una notte di degenza, con successiva normale ripresa dell’attività quotidiana.

Fino ad oggi non ci sono stati casi di morte relazionati al trattamento HIFU e nessun caso di trasfusione sanguinea. I risultati ottenuti dimostrano pertanto, l’assoluta sicurezza della tecnica. Ridotte e transitorie le manifestazioni successive all’intervento:

  • lieve incontinenza urinaria
  • urgenza minzionale
  • dolore perineale

Il tasso di soddisfazione complessivo riscontrato successivamente agli interventi di Crioterapia e ultrasuoni focalizzati ad alta, è pari al 90% in termini di qualità di vita del paziente.