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Incontinenza urinaria maschile

Incontinenza urinaria maschile: l’incapacità di controllare la vescica

L’incontinenza urinaria maschile è la perdita involontaria di urina. Le cause scatenanti sono davvero tante e molti diverse le une dalle altre (dai danni fisici, all’invecchiamento fisiologico, da tumori vescicali, ad infezioni del tratto urinario). In molti casi questa condizione è temporanea e facilmente curabile, in altre situazioni invece crea danni gravi e persistenti. L’incontinenza è comunque in ogni caso, una situazione che crea un profondo stato di malessere nel soggetto, che risente della patologia sia a livello fisico, che emotivo e psicologico.

La capacità di controllare lo svuotamento della vescica, è un’abilità acquisita da piccoli. Con il termine enuresi si fa riferimento al fenomeno nel quale i bambini non riescono a controllare lo svuotamento a letto (come la enuresi notturna, vale a dire la pipì a letto). Il termine di incontinenza urinaria maschile invece indica l’incapacità di un soggetto adulto a controllare lo svuotamento vescicale. Una capacità acquisita nell’infanzia e persa successivamente in età adulta per svariati motivi. L’incontinenza, tra l’altro, è un sintomo piuttosto frequente in svariate patologia che interessano l’apparato urinario e non solo.

La funzione urinaria

La funzione urinaria è controllata dalle vie urinarie e dal cervello che lavorano assieme. In pratica si tratta di un perfetto equilibrio tra l’azione di muscoli involontari e quella di muscoli volontari. La vescica svolge un doppio ruolo. In primis ha il compito di contenere e raccogliere le urine e in secondo luogo funge da pompa per l’espulsione delle stesse.

Lo stimolo allo svuotamento è percepito quando la vescica si riempie per circa 1/3 del suo volume totale (vale a dire circa 200 ml). Quando la vescica è piena le pareti vescicali si stirano e lo stiramento invia un segnale nervoso al midollo spinale  e al cervello. I nervi del midollo spinale comunicano al muscolo detrusore di contrarsi, inducendo, allo stesso tempo, il rilassamento dello sfintere interno (si tratta di un muscolo involontario che circonda il collo della vescica).

In risposta a questo stimolo, il soggetto percepisce la necessità di urinare e svuotare la vescica. A quel punto trattiene volontariamente le urine, contraendo lo sfintere esterno, che circonda l’uretra. Appena è possibile il muscolo detrusore comprime la vescica, l’urina defluisce nell’uretra, il soggetto rilassa volontariamente lo sfintere uretrale esterno ed inizia la minzione. Il rilassamento dello sfintere esterno è un’attività volontaria, ecco perché è possibile, durante la minzione interromperne volontariamente il flusso e riprendere quando si vuole.

Questa capacità di trattenere l’urina è comunque limitata. In altre parole, quando le pareti vescicali si stirano troppo (segno che la vescica è estremamente piena) l’inibizione riflessa dello sfintere esterno prevale sui comandi volontari che si oppongono alla minzione.

Incontinenza urinaria maschile

Incontinenza urinaria maschile: tipologie

Non esiste un’unica e sempre uguale incontinenza urinaria maschile, ma molteplici tipologie. Troviamo infatti incontinenza urinaria:

  • da sforzo o da stress
  • d’urgenza
  • mista
  • da rigurgito
  • strutturale
  • funzionale
  • transitoria

Incontinenza urinaria da sforzo o da stress

Questa tipologia di incontinenza è dovuta alla perdita di sostegno da parte dell’uretra. La perdita di sostegno è causa a sua volta da eventuali danni subito ai muscoli del pavimento pelvico. In questo caso l’incontinenza si manifesta con la perdita di poche piccole gocce d’urina, quando l’aumento della pressione addominale si intensifica. Questo avviene soprattutto quando si provano a sollevare dei pesi, oppure quando si ride, ci si china, si tossisce o scappa uno starnuto.

Incontinenza urinaria maschile d’urgenza

Quando lo stimolo ad urinare è improvviso, troppo forte ed immediato, tanto da non lasciare il tempo di raggiungere il bagno, allora siamo difronte all’incontinenza urinaria maschile d’urgenza. In pratica è impossibile riuscire ad inibire, bloccare o rimandare lo stimolo ad urinare.

In questa specifica tipologia di incontinenza il muscolo detrusore si contrae involontariamente durante la fase di riempimento della vescica, lasciando fuoriuscire una grande quantità di urina. Quando accade è impossibile inibire volontariamente lo stimolo ad urinare. I fattori di rischio che portano all’incontinenza urinaria d’urgenza sono tanti, come ad esempio

  • Invecchiamento
  • ostruzione del flusso di urina
  • svuotamento incoerente della vescica
  • dieta ricca di sostanze irritanti (caffè, tè, cioccolato e succhi di frutta acidi)

Incontinenza urinaria mista

Si tratta di una combinazione tra le due tipologie sopra citate.

Incontinenza urinaria strutturale

Si tratta di rari casi in cui, problemi strutturali congeniti provocano incontinenza, come ad esempio in caso di uretere ectopico.

Incontinenza funzionale

Si tratta dei casi in cui un soggetto, con apparato urinario intatto e funzionante, non riesca a controllare la vescica, anche se in assenza di un problema medico o biologico. In questo caso i soggetti hanno disabilità mentali o fisiche. La persona riconosce lo stimolo ad urinare, ma non può o non vuole raggiungere un bagno. Patologie che possono portare a questo tipo di incontinenza sono: malattia di Parkinson, Alzheimer, disturbi della mobilità, ecc…

Incontinenza transitoria

Come dice il nome stesso, è una condizione momentanea che può scatenarsi in seguito all’assunzione di alcuni farmaci, insufficienza surrenalica, stipsi molto grave e ridotta mobilità.