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L’epididimite

L’epididimite: uno sporadico, ma pericoloso, disturbo dello scroto

Il suffisso “ite” indica, in generale una patologia di natura infiammatoria. Anche in questo, parlando di epididimite si intende un’infiammazione dell’epididimo. Quest’ultimo è un dotto dalle dimensioni contenute che collega i dotti efferenti dal retro di ogni testicolo, direttamente a ciascun dotto deferente. Quindi l’epididimite è l’infiammazione di questo dotto di collegamento. Quest’infiammazione si verifica spesso dopo aver contratto malattie sessualmente trasmissibili. Fenomeno diffuso soprattutto tra i più giovani che non sempre possono contare su un’adeguata  educazione sessuale. L’incidenza invece tra le persone anziane è dettata soprattutto a seguito di interventi chirurgici. Manca quindi la componente sessuale, mentre prevale una condizione patologica a seguito di interventi chirurgici (com l’inserimento di catetere od uroscopia) e a causa dell’ipertrofia prostatica benigna.

L’epididimiteL’epididimite: le varie tipologie

Esistono diverse tipologie di epididimite. Le forme si differenziano in base alla gravità del disturbo e al fattore eziologico. Possiamo quindi ritrovare l’epididimite:

  • batterica acuta – è una complicanza tipica della prostatite batterica, dell’uretrite e delle batteriuria (batteri nelle urine). In questo caso può essere monolaterale o bilaterale. La monolaterale interessa solo un epididimo, mentre la bilaterale, entrambi. L’epididimite batterica acuta rende i testicoli rigidi e tumefatti al tatto, nonché dolenti e a volte soggetti ad eritemi. Se l’epididimite si estenda anche ad altre strutture anatomiche, allora si parla di funicolite. Mentre se rimane confinata al dotto deferente, allora si tratta di deferentite. Che soffre di epididimite batterica cronica, molto spesso accusa anche uretriti.
  • Cronica – si arriva alla forma cronica quando l’epididimite non è trattata in tempo e con cura. Si presenta senza infezione batterica.
  • orchi-epididimite – Questa forma di infiammazione si ha soprattutto in seguito a gonorrea, oppure a causa di infezioni secondarie dovute ad un catetere a permanenza. L’orchi-epididimite è anche la conseguenza di infezioni delle vie urinarie accompagnate da uretrite e prostatite, o di interventi chirurgici a livello prostatico. L’orchi-epididimite esiste sia in forma batterica che non batterica. Molto spesso ha un’origine batterica aspecifica (gram-negativo), ma in alcuni casi è rilevata la presenza del batterio Chlamydía trachomatis, responsabile della clamidia. Questa forma di epididimite non va confusa con l’orchite. Quest’ultima infatti si manifesta con dolore, gonfiore e infiammazione esclusivamente del testicolo, mentre l’epididimo non ne è interessato.
  • Chimica – questa infiammazione si verifica quando il flusso urinario entra nel dotto deferente. Condizione che si incontra nel caso di notevoli sforzi fisici (come ad esempio il sollevamento di carichi notevoli, piuttosto che sport portati all’estremo), oppure in seguito alla somministrazione di determinati farmaci.

Cause e fattori di rischio

Abbiamo quindi visto che l’epididimite è causa, nella maggior parte dei casi, da infezioni batteriche. Tra i batteri che possono portare a questa patologia, ritroviamo l’ Escherichia coli, responsabile anche di prostatiti batteriche oppure di uretriti.

Oltre a questo le malattie sessualmente trasmissibili sono tra le principali cause dell’epididimite (clamidia e gonorrea in primis). Troviamo poi le infezioni tubercolari dovute a microoganismi patogeni che si diffondono tramite le vie urinarie, arrivando anche ad infiammare l’epididimo. Infine ricordiamo anche che enormi sforzi fisici possono indurre un reflusso di urina all’interno dell’epididimo dando così vita a quella che è chiamata epididimite chimica.

L’epididimite: sintomi e complicanze

I sintomi dell’epididimite variano in base alla gravità della patologia. Tra i sintomi principali vanno ricordati:

  • eiaculazione dolorosa
  • dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali)
  • arrossamento dello scroto
  • gonfiore testicolare
  • infiammazione genitale
  • febbre
  • brividi
  • ingrossamento dei linfonodi inguinali
  • disuria
  • perdite uretrali
  • dolori al basso ventre

L’epididimite non va mai trascurata e occorre sempre rivolgersi ad un urologo esperto. Se non curata subito e correttamente può portare a gravi conseguenze. Tra le complicanze principali vanno quindi ricordate:

  • dolore testicolare che può portare ad una diminuzione di fertilità
  • ascesso scrotale
  • restringimento del testicolo colpito da epididimite

Il medico mette al corrente il paziente di tutte le possibili complicazioni che possono derivare dall’epididimite trascurato o non correttamente trattata. Per alleviare il dolore conseguente a questa infiammazione bisogna rimanere a riposo, distesi a letto, perché in questo modo la tensione dei tessuti si allenta e il paziente può rilassarsi. Efficaci anche le applicazioni di ghiaccio sullo scroto per cercare di alleviare l’infiammazione. È importante inoltre l’astensione totale da rapporti sessuali almeno fino a quando il batterio che causa l’infiammazione non sarà debellato totalmente.