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Rezum: combattere l’ipertrofia prostatica benigna con il vapore acqueo

Come abbiamo avuto modo di capire nell’articolo: “Ipertrofia prostatica benigna: quando e come si sviluppa” l’IPB (Ipertrofia Prostatica Benigna) o BPH è un’adenoma prostatico, che interessa la ghiandola prostatica. Una patologia che colpisce moltissimi uomini in età adulta e che si manifesta attraverso l’ingrossamento della prostata. Si tratta di una malattia piuttosto comune strettamente legata al naturale invecchiamento e alle variazioni e alterazioni ormonali che causano l’ispessimento della ghiandola.

L’ingrossamento è fisiologico e non maligno (quindi non è un tumore), ma non deve essere trascurata. Le normali dimensioni della prostata infatti corrispondono a quelle di una piccola castagna, in condizioni normali ed ottimali. A causa dell’IPB invece queste possono addirittura arrivare ad assumere le dimensioni di un grosso pompelmo. Le conseguenze a questo ingrossamento sono tante e alcune anche piuttosto dolorose e fastidiose. Tra queste difficoltà ad urinare, difficoltà nell’atto dell’erezione (stranguria) e minzione lenta e dolorosa. Il progresso della scienza e della ricerca medica ha permesso, con il tempo, di mettere a punto diverse tecniche innovative per combattere l’ipertrofia prostatica benigna. Tra le più efficaci merita quindi una menzione particolare il trattamento Rezum, un innovativo sistema che consente di ottenere ottimi risultati senza essere particolarmente invasivo.

Trattamenti contro l’IPB

Si tratta di una patologia affrontabile con molteplici tecniche che vanno dall’approccio farmacologico, utilizzando ad esempio:

  • antagonisti alfa-adrenergici o alfa-litici
  • Inibitori della 5-alfa-reduttasi
  • Inibitori della fosfodiesterasi 5 (PDE5i)

Fino ad arrivare a molteplici tecniche chirurgiche:

  • Resenzione endoscopica transuterale (TURP)
  • Adenonectomia

Il trattamento farmacologico purtroppo non sempre è del tutto efficace. Ci sono infatti moltissimi casi in cui non agisce in alcun modo, oppure è ormai troppo tardi per impiegarlo e ottenere risultati soddisfacenti. Invece il trattamento chirurgico è molto invasivo e, per quanto posso essere praticato con risultati più che soddisfacenti, tende ad avere serie complicazioni e ad esporre il paziente a notevoli rischi (Impotenza, o disfunzione erettile, Eiaculazione retrograda, Incontinenza urinaria, Emorragie persistenti e copiose, ecc…).

La ricerca e lo studio in questo settore sono andati comunque molto avanti negli ultimi anni riuscendo infine a mettere a punto dei trattamenti alternativi, mini invasivi e molto efficaci. È questo il caso del trattamento Rezum, una tecnica innovativa praticata sempre con notevole successo.

Rezum: trattamento al vapore acqueo

Rezum è un trattamento mini-invasivo dell’ipertrofia prostatica benigna. Nasce negli Stati Uniti e approda in Europa tra il 2017 e il 2018. È stato creato come alternativa all’intervento chirurgico di asportazione dell’ipertrofia prostatica ostruttiva. Questa tecnica sfrutta l’energia naturale di poche gocce d’acqua per andare ad eliminare l’eccesso di tessuto prostatico che nel tempo si è formato sulla ghiandola. Il metodo è davvero molto efficiente perché riesce a ridurre del 40% circa il volume prostatico e nel giro di pochissime settimane. Tra i vari vantaggi che presenta anche quello di riuscire a preservare la funzionalità erettile ed eiaculatoria, sicuramente meglio di qualunque altra tipologia di intervento.

Durante l’operazione il paziente è semplicemente sedato, oppure è praticata un’anestesia locoregionale. Non è necessaria l’anestesia totale, a differenza di un intervento chirurgico più invasivo, come il TURP, ad esempio. Dopo la sedazione è inserita una minuscola sonda all’interno del pene del soggetto, per via transuterale. Grazie alla sonda i lobi prostatici adenomatosi vengono vaporizzati per mezzo di un sottile ago. Quindi si tratta di una semplice procedura endoscopica. Il vapore acqueo è introdotto per mezzo del sottile ago, inserito per via transuterale dalla sonda.

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In pratica le membrane cellulari si rompono per convenzione, mentre l’energia termica si diffonde nell’interstizio del tessuto prostatico. Bastano poche settimane per iniziare a vedere i primi risultati rappresentati da una drastica riduzione del volume prostatico, con conseguente effetto disostruttivo e di risoluzione dei sintomi. Nel trattamento Rezum l’effetto termico prodotto dal vapore acqueo non ha modo di diffondersi esternamente alla capsula prostatica. Di conseguenza agisce esclusivamente nell’organo bersaglio e non danneggia mai e in alcun modo i tessuti circostanti.

Rezum: gli effetti

Come abbiamo detto il trattamento Rezum agisce in poche settimane. Durante questo periodo si è spettatori di una drastica riduzione del volume prostatico con effetto disostruttivo. Dopo l’intervento, tra l’altro, il paziente è dimesso dopo poche ore con applicato un catetere vescicale, che è rimosso dopo alcuni giorni, a seconda del quadro clinico.

Il Rezum è un trattamento adatto a quei pazienti che non presentano sintomatologie severe, o con prostatite eccessivamente voluminosa, o ancora con marcate infiammazioni delle basse vie urinarie. Dopo l’intervento potrebbero manifestarsi alcuni temporanei effetti collaterali:

  1. difficoltà alla minzione
  2. bruciore urinario
  3. minzioni frequenti (pollachiuria)
  4. nicturia (minzioni notturne)

Tutti effetti che generalmente spariscono dopo pochi giorni o un mese. Di norma l’urologo che ha operato prescrive anche una terapia antibiotica ed antinfiammatoria. I primi risultati si possono constatare già a distanza di un mese, mentre il risultato definitivo si ottiene dopo 2-3 mesi.

Tra i tanti vantaggi che il trattamento Rezum offre ci sono:

  • la mini-invasività
  • semplicità e rapidità di esecuzione
  • esecuzione in regime di day hospital con una minima sedazione o anestesia locale
  • rapida ripresa delle normali attività quotidiane
  • riduzione dei sintomi e preservazione della funzione sessuale.