Raddrizzare pene curvo

Raddrizzare pene curvo

RADDRIZZARE PENE CURVO

Il pene curvo è una patologia che in Italia affligge oltre l’1% della popolazione maschile. Si manifesta come una malformazione anatomica che porta il pene ad assumere una curvatura, più o meno accentuata. Il membro si piega a destra o sinistra (laterale), verso l’alto (dorsale), oppure verso il basso (ventrale). L’inclinazione varia da soggetto a soggetto e da caso a caso. Quando l’angolo diventa particolarmente stretto, ci sono delle serie conseguenze da dover affrontare. Raddrizzare pene curvo diventa quindi una priorità per tutti quegli uomini che vogliono continuare ad avere una vita sessuale normale, senza dolorose conseguenze ed effetti collaterali.

Tessuto fibroso-cicatriziale

Il pene curvo è una patologia che si manifesta attraverso la formazione di una placca fibrosa-cicatriziale all’interno dei corpi cavernosi del pene. Anatomicamente l’organo maschile esterno di riproduzione presenta un corpo centrale, all’interno del quale corrono due strutture tubolari distinte.

Queste strutture tubolari si trovano all’interno dei corpi cavernosi del pene, collocate nella parte alta e laterale. La sezione inferiore invece è occupata dal corpo spongioso, attraversato dall’uretra. I tubolari sono attraversati dalle arterie cavernose e all’esterno presentano un tessuto connettivale molto elastico che si chiama tunica, o tonaca albuginea.

Quando il sangue fluisce nelle arterie cavernose, dilata i corpi cavernosi e permette al pene di ergersi. Quando invece nei corpi cavernosi si è formato un ammasso di tessuto fibroso-cicatriziale, i corpi cavernosi sono compressi, non riescono a gonfiarsi di sangue e non permettono al pene di andare in erezione.

Ne consegue che la patologia del pene curvo porta a disfunzione erettile, provoca dolore durante l’erezione e, quando l’angolatura è davvero marcata, non consente di consumare un rapporto sessuale senza provocare dolore alla propria partner.

Rivolgersi ad un Andrologo-Urologo

Oggi, per fortuna, la patologia del pene curvo può essere affrontata in diversi centri specializzati, che si occupano in modo specifico di questa malattia. Ricerca e studi nel tempo, sono andati avanti e sono stati trovati diversi farmaci e messo appunto molti trattamenti ai quali sottoporsi per curare l’Induratio penis plastica (IPP).

Tra questi è possibile scegliere un approccio farmacologico, piuttosto che chirurgico. Il primo passo da compiere rimane comunque quello di rivolgersi ad un andrologo, o ad un urologo per esami approfonditi e una visita specialistica. Per quanto la diagnosi possa essere evidente anche per il paziente, il medico potrebbe richiedere un’ecografia per individuare con precisione la localizzazione della placca fibrotica.

Fatti i dovuti accertamenti, il dottore dovrà tenere conto di diversi fattori, prima di scegliere il trattamento da seguire per raddrizzare pene curvo:

  • grado di curvatura del pene
  • stabilità o meno della curvatura
  • stato psicologico del paziente
  • gravità dei dolori percepiti durante l’erezione e i rapporti sessuali
  • eventuali altri precedenti interventi/trattamenti non andati a buon fine

Come detto in precedenza, ogni caso presenta le proprie caratteristiche, i propri sintomi e potenziali rischi. Spetta all’andrologo stabilire la strada migliore da perseguire.

Raddrizzare pene curvo

Raddrizzare pene curvo: trattamenti farmacologici

In genere si sceglie la strada della cura farmacologica se la curvatura del pene è lieve e l’inclinazione moderata. Esistono vari approcci al problema che vedono l’impiego di diversi farmaci, da iniettare direttamente nei corpi cavernosi del pene, sotto anestesia locale:

  • Verapamil
  • Interferone
  • Collagenasi di Clostridium histolyticum

Verapamil

È un farmaco calcio-antagonista, vale a dire che blocca i canali del calcio. Iniezioni di Verapamil impediscono quindi la calcificazione della placca e aiutano la disgregazione del collagene che forma il tessuto fibroso-cicatriziale.

Interferone

Si tratta di una proteina che normalmente è prodotta dal sistema immunitario durante le infezioni virali. È un ottimo inibitore della proliferazione fibroplastica e la produzione di collagene.

Collagenasi di Clostridium histolyticum

Si tratta sicuramente della soluzione più efficace per raddrizzare pene curvo. La collagenesi è un enzima che distrugge e sfalda il tessuto della placca di collagene che si è andata a formare nei corpi cavernosi del pene. una vera e propria innovazione-rivoluzione nel campo del trattamento farmacologico dell’IPP. Si tratta del primo ed unico farmaco con precisa indicazione per il trattamento del pene curvo e della Malattia di Peyronie. Ogni altro farmaco infatti è prescritto al di fuori delle proprie reali aree di indicazione, vale a dire “off label”.

Le iniezioni di collagenesi sono un sistema non invasivo per raddrizzare pene curvo, l’unico in grado di intervenire anche quando le curvature sono comprese tra i 30 e 90 gradi. Le iniezioni sono fatte a pene flaccido e sotto anestesia locale. Tra una puntura e l’altra è di solito praticata la manipolazione manuale peniena  da parte dell’andrologo. Una manovra necessaria a spezzare la placca fibrosa.

Raddrizzare pene curvo

Raddrizzare pene curvo: impianto di protesi peniena

Tra le terapie adottate per risolvere il problema del pene curvo, l’intervento chirurgico con il quale sono installate delle protesi peniene, è senza dubbio uno dei più richiesti. Esistono diverse protesi che si distinguono per funzionamento e tipologia di impianto:

  • protesi semirigide non gonfiabili
  • protesi gonfiabili

Protesi peniene semirigide non gonfiabili

Prevedono l’installazione di due cilindri impiantati direttamente nei corpi cavernosi del pene e che si piegano durante l’attività sessuale. Con questa soluzione il pene rimane sempre in una posizione semi rigida, ma ugualmente facile da mascherare.

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    Protesi gonfiabili

    In questo caso le protesi installate all’interno dei corpi cavernosi del pene, servono ad aiutare il membro ad eseguire e mantenere l’erezione, gonfiando i cilindri inseriti con un apposito liquido. Sono quindi installate due distinte strutture cilindriche, un piccolo serbatoio per il liquido e la pompa per azionare il congegno.

    Gli interventi chirurgici eseguiti per installare delle protesi peniene sono solitamente eseguiti in anestesia generale, o spinale. L’inserimento dei cilindri avviene a seguito di un’incisione praticata dal chirurgo appena sopra al peno, o tra il pene e lo scroto. Il taglio è abbastanza profondo da permettere di scoprire i corpi cavernosi del membro dove vengono inserite le protesi. Al paziente è anche inserito un catetere, che di solito è rimosso il giorno successivo all’intervento.

    L’inserimento di una protesi peniena per raddrizzare pene curvo è una tecnica invasiva, per la quale è richiesto il ricovero ospedaliero (a differenza degli interventi farmacologici). L’attività sessuale normale può essere ripresa a distanza di 4-8 settimane dall’intervento, ma dipende sempre da casa a caso.

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