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Cancro alla prostata

Cancro alla prostata ed esercizio fisico: correlazione, benefici ed influenze positive

Nel precedente articolo: “Tumore alla prostata cibi da evitare: alimentazione, prevenzione e salute” abbiamo visto quanto è importante seguire una dieta sana ed equilibrata per prevenire, o gestire la progressione, del cancro alla prostata. Esistono comunque, molti altri fattori che riescono, in un modo o nell’altro, ad influenzare il rischio della malattia. Uno di questi è rappresentato dall’attività fisica. Un fattore ambientale che può agire positivamente e ridurre sensibilmente il rischio di tumore. Una dieta equilibrata e l’esercizio fisico, sono alla base di uno stile di vita sano per tutti. Praticare attività fisica riduce il rischio dell’insorgere di tumore e ha effetti positivi anche su pazienti ai quali è già stata diagnosticata la malattia e sono stati sottoposti a vari trattamenti.

Cancro alla prostata ed esercizio fisico: benessere psico-fisico

Recenti studi hanno dimostrato che svolgere attività fisica regolarmente, migliora sensibilmente le condizioni dei pazienti. È soprattutto l’allenamento aerobico e/o di resistenza che influenza positivamente la capacità cardiorespiratoria, la forza muscolare, la funzione fisica, la composizione corporea e la percezione di affaticamento. Inoltre è stato provato che l’esercizio fisico completa e potenzia i trattamenti standard per il cancro alla prostata. Questo perché, è molto probabile, riesce a creare un microambiente sfavorevole alla crescita e alla progressione del tumore.

Cancro alla prostata

Gli uomini che praticano un’attività fisica regolare hanno meno probabilità di sviluppare il cancro alla prostata o di morire di cancro. Non è solo lo svolgimento di attività fisica che fa diminuire le probabilità di manifestare un cancro alla prostata. È anche e soprattutto, questione di peso. C’è infatti una correlazione, più o meno diretta, tra obesità e sviluppo di tumore prostatico. Non solo. Nei soggetti obesi è più alto il rischio di recidiva, anche negli uomini che si sono già sottoposti ad interventi e trattamenti di vario genere. L’obesità è un aggravante della condizione fisica di un soggetto che si ripercuote anche sugli strumenti di screening. Il sovrappeso infatti, può influenzare e interferire con gli strumenti utilizzati per i test e le diagnosi (come ad esempio sul test del PSA). Tutto questo rende molto difficile una diagnosi precoce della malattia.

Regolare esercizio fisico: perché è così importante

Praticare regolarmente attività fisica, conta notevoli vantaggi e benefici. Vantaggi che non riguardano solamente la salute della ghiandola prostatica e la riduzione del rischio di cancro alla prostata. L’allenamento fisico è un toccasana per tutto l’organismo. Migliora la salute del cuore e la densità delle ossa, riduce il rischio di diabete e obesità. Inoltre l’attività riduce anche gli zuccheri nel sangue, abbassando così i livelli di insulina e i livelli di infiammazione, che sono associati al rischio di cancro alla prostata.

L’esercizio fisico, regolare, costante e sotto controllo, aiuta anche a ridurre gli effetti collaterali di alcuni trattamenti del tumore prostatico. Questi includono, tra gli altri, la perdita muscolare, l’aumento di massa grassa e l’osteoporosi. Infine, svolgere un qualche tipo di allenamento in modo costante, riduce il rischio di diabete e malattie cardiache associato alle terapie. Senza contare che grazie a movimento ed esercizi fisici si riduce lo stress, l’ansia e la depressione che spesso accompagnano e caratterizzano la vita di molti uomini affetti da cancro alla prostata.

Cancro alla prostata ed esercizio fisico: si, ma con cognizione di causa

Per prevenire, o controllare lo sviluppo o la progressione del cancro alla prostata, l’attività fisica è quindi suggerita, anzi, caldamente raccomandata. Allenarsi sì, ma con intelligenza e moderazione, svolgendo sempre attività regolare, mai oltre i propri limiti e soprattutto, costantemente controllata e seguita da un medico esperto in materia.

Cancro alla prostata

La prima cosa da fare, infatti, è quella di rivolgersi al proprio medico, per avere indicazioni e consigli sulla tipologia di attività da svolgere, sul numero di ore settimanali da dedicare al movimento e sugli obiettivi da perseguire. Mai iniziare con attività troppo spinte, che nel giro di poco tempo verrebbero rovinosamente abbandonate. Meglio seguire un programma personalizzato in base alle proprie attitudini, capacità, obiettivi, forma fisica e condizioni di salute.

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda, ad esempio, agli adulti, di svolgere almeno 150 – 75 minuti di attività fisica intensa o moderata, alla settimana. Si tratta di circa 30 minuti al giorno di allenamento che non devono per forza essere svolti tutti insieme. Questi, infatti, possono essere benissimo ripartiti nell’arco della giornata, in tre segmenti da 10 minuti ciascuno.