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Tumore alla vescica maschile

Tumore alla vescica maschile: sintomi e diagnosi

Il tumore alla vescica maschile è una neoplasia abbasta comune e diffusa. Colpisce soprattutto gli uomini di età compresa tra i 60 e i 70 anni e rappresenta il 3% di tutti i tumori , al secondo posto, subito dopo il tumore alla prostata. Il cancro vescicale, così come spiegato nell’articolo precedente del 5 Maggio, si distingue in diverse tipologie (carcinoma delle cellule di transizione, carcinoma delle cellule squamose e adenocarcinoma) e presenta moltissimi diversi fattori di rischio (etnia, fumo, familiarità, ecc…).

Tanti e diversi anche i sintomi che questa patologia provoca e manifesta. Purtroppo per la maggior parte dei carcinomi vescicali maligni, non esistono dei veri e propri sintomi precoci specifici. Per questo motivo, molte volte, è difficile accorgersi del problema, se non quando la malattia è già in stadio avanzato. Quando invece il tumore alla vescica maschile risulta superficiale, è possibile che la diagnosi sia effettuata in tempo (almeno nell’85% dei casi). Nel restante 15% invece il tumore risulta infiltrante. 

Tumore alla vescica maschile: i sintomi più comuni

Il cancro alla vescica presenta sintomi altamente aspecifici. Infatti moltissimi sintomi prodotti da questa patologia, sono propri anche di altre malattie urologiche, come ad esempio l’ipertrofia prostatica benigna, la calcolosi renale e le infiammazioni alla prostata. Nella maggior parte dei casi il primo sintomo a manifestarsi è quello di ritrovare sangue nelle urine. Facilmente individuabile a causa della colorazione rossa o ruggine che le urine assumono durante la minzione. Si tratta di un primo campanello d’allarme che deve immediatamente destare qualche sospetto e portare all’immediata consultazione di un urologo.

I sintomi più comuni

  • Anuria – sospensione completa della produzione di urina (meno di 100 ml nell’arco delle 24 ore)
  • Disfunzioni vescicali – alterazioni del riempimento, svuotamento e funzioni ordinarie della vescica (che portano a conseguente incontinenza e ritenzione urinaria)
  • Disuria – difficoltà ad urinare, accompagna molto spesso da dolore acuto e persistente
  • Nicturia – necessità di urinare molte volte durante la notte
  • Perdite uretrali, a volte visibili solo dopo spremitura del glande – dovute ad infiammazioni o malfunzionamento dell’apparato uro-genitale
  • Pollachiuria – aumento progressivo temporaneo o permanente del numero di volte in cui occorre svuotare la vescica nell’arco della giornata. È spesso accompagnato anche da una relativa diminuzione della quantità di urina emessa
  • Ritenzione urinaria – incapacità di svuotare completamente la vescica (incapacità dovuta alla presenza di “qualcosa” che ne blocca il flusso; in questo caso un tumore alla vescica maschile può rappresentarne la causa)
  • Sangue nelle urine – come abbiamo detto si tratta molto spesso del primo vero sintomo che si manifesta a causa della presenza di un cancro alla vescica. Si tratta di un campanello di allarme di diverse patologie.
  • Stranguria – difficolta ad urinare e minzione accompagnata da dolori e gocciolamento intermittente
  • Tenesmo vescicale – sensazione urgente e dolorosa di urinare, accompagnata dalla ridotta emissione di urina e dall’incompleto svuotamento della vescica.

Ognuno di questi sintomi può indicare un tumore alla vescica maschile, ma non rappresentano esclusivi sintomi del cancro vescicale. Sono infatti comuni anche a tantissime altre patologie. Qualunque sia il sintomo che si manifesta, la prima e più importante cosa da fare, rimane sempre quella di confrontarsi immediatamente con il proprio urologo.

Tumore alla vescica maschile

Diagnosi

Con il tempo, anche per il cancro alla vescica, i rimedi e le cure sono andate aumentando sempre di più. La patologia è affrontabile nel migliore dei modi, soprattutto con una diagnosi precoce. Per individuare l’eventuale tumore alla vescica maschile e capire la stadiazione della neoplasia, occorrono diversi esami congiunti, clinici e strumentali.

Prima di tutto occorre un’attenta e meticolosa anamnesi personale e lavorativa, associata alla valutazione della sintomatologia e ad un’esplorazione rettale. Quest’ultima consiste nell’inserimento di un dito guantato e lubrificato nel retto del paziente, per riuscire ad individuare, attraverso la palpazione, eventuali masse anomale.

Tra i molti esami prescrivibili, ritroviamo l’analisi delle urine (per la verifica di proteine, glucosio, urinocoltura, anticorpi specifici ecc…) e l’esame citologico. Con quest’ultimo esame è possibile individuare al microscopio cellule anomale. A questi esami possono essere associati anche esami strumentali come:

  1. Urografia – si tratta di una procedura radiologica con la quale è possibile valutare da un punto di vista funzionale e morfologico, l’apparato urinario
  2. scintigrafia (per evidenziare eventuali metastasi ossee) – è una tecnica appartenente alla medicina nucleare che consente di studiare e valutare l’anatomia e le funzionalità dell’apparato urinario (e non solo)
  3. TC addominopelvica – Tomografia Assiale Computerizzata, conosciuta come TAC, permette di sfruttare le radiazioni ionizzanti (raggi X)per ottenere delle immagini dettagliate in versione tridimensionale di diverse parti del corpo umano.

Cistoscopia

Da ultimo, ma non per importanza, rimane la tecnica diagnostica probabilmente più accurata di tutte: la citoscopia. Durante questo esame una microscopica telecamera e una minuscola fonte luminosa, sono fatte risalire, grazie all’ausilio di un tubicino, su per l’uretra fino alla vescica. Grazie a questo esame, l’urologo ha una visione precisa e dettagliata della vescica e può addirittura prelevare alcuni campioni dell’eventuale massa anomala che potrà poi esaminare al microscopio.