Tumore alla prostata: cure

Tumore alla prostata cure

TUMORE ALLA PROSTATA: CURE

La prostata è una ghiandola, dalle dimensioni di una castagna, che si trova poco sotto la vescica. È un organo maschile dell’apparato riproduttivo, la cui base è attaccata alla superficie inferiore della vescica, mentre la punta è rivolta verso l’alto. Si trova proprio davanti al retto, dal quale dista pochi centimetri. È formata da un tessuto fibroso e muscolare e il suo scopo è quello di produrre e immagazzinare il liquido seminale, che viene rilasciato durante l’eiaculazione. Questa ghiandola, così come molte altre parti dell’organismo, è soggetta al deterioramento temporale naturale, ma anche a tante altre patologie. Una di queste è appunto il tumore alla prostata, uno dei carcinomi più diffusi nell’uomo. In Italia, ogni anno, sono diagnosticati quasi 43.000 casi. Tumore alla prostata cure, trattamenti e prevenzione sono quindi all’ordine del giorno. Basti pensare che questo carcinoma rappresenta quasi il 20% di tutte le neoplasie diagnosticate tra gli uomini a partire dai 50 anni di età. Negli ultimi anni si è assistito anche ad una graduale tendenza all’aumento. Uno dei picchi massimi di incidenza si è avuto attorno all’anno 2000.

Il tumore colpisce soprattutto dopo i 50 anni. Le cellule tumorali sono presenti nel 40% degli uomini over 50 e il rischio aumento di pari passo all’età. Alcuni studi hanno provato che in età superiore agli 80 anni, quasi tutti gli uomini presentano piccoli focolai di cancro alla prostata. Si calcola che oggi gli italiani con più di 65 anni abbiano circa il 3% di probabilità di morire per un tumore alla prostata. Questo significa che è bene non abbassare mai la guardia, tenere sotto controllo il proprio stato di salute e ai primi sintomi della patologia, rivolgersi immediatamente ad un urologo, o andrologo.

Prostata: come è fatta e come funziona

Per capire cos’è e come si sviluppa un tumore alla prostata, è bene prima capire cos’è, com’è fatta e come funziona la ghiandola prostatica. Partiamo nel dire che si tratta di una ghiandola più o meno sferica, simile ad una castagna e che fa parte del sistema riproduttivo maschile. Si trova nella parte inferiore dell’addome, appena sotto la vescica, davanti al retto e circonda, come una specie di ciambella, l’uretra.

La prostata è composta da un grappolo di ghiandole tubuloalveolari, circondate da uno spesso strato muscolare liscio e resistente. La prostata avvolge la prima parte dell’uretra, la porzione centrale invece circonda i dotti eiaculatori. È inoltre formata da due lobi laterali, un’area anteriore e una posteriore, che costituisce quasi il 70% dell’intero volume della ghiandola stessa.

La prostata è lunga circa 3 centimetri, larga 4 cm e spessa 2,5 cm. Da piccoli è già presente, ma in dimensioni contenute. Si sviluppa durante l’età puberale. A maturità completata pesa circa 10-20 grammi.

Lo scopo principale della prostata è quello di secernere una parte del liquido seminale, contribuendo, in questo modo, a produrre lo sperma necessario alla riproduzione. Il liquido seminale, assieme agli spermatozoi, costituisce infatti il liquido seminale espulso dal pene durante l’eiaculazione.

La ghiandola prostatica, durante tutto l’arco della sua vita, può essere bersaglio di molte patologie: infiammazioni, infezioni, calcolosi, cisti e tumori.

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Fase iniziale e primi sintomi

Il cancro alla prostata denota, solitamente, una prima fase asintomatica. Questo significa che il soggetto che ne è colpito, all’inizio non accusa o manifesta alcun sintomo, restando pertanto all’oscuro della situazione. È proprio per questo motivo che diventa fondamentale eseguire controlli e diagnostica preventiva da effettuarsi grazie a mirate visite urologiche accompagnate dal controllo del PSA (antigene prostatico specifico). Il PSA, mediante analisi del sangue, permette di individuare i soggetti maggiormente a rischio nei quali è poi possibile effettuare ulteriori controlli.

Nelle fasi iniziali il tumore progredisce lentamente e rimane spesso confinato esclusivamente alla ghiandola prostatica. Per questo motivo la sintomatologia iniziale è molto scarsa, aspecifica e spesso questa situazione è confusa con ipertrofia prostatica benigna.

Molti tumori alla prostata sono comunque poco aggressivi e presentano decorsi piuttosto lenti. Questo vuol dire che i pazienti possono convivere con il cancro alla prostata per anni, senza necessità di sottoporsi a cure e trattamenti specifici. Questo però non vuol dire che non esistano tumori alla prostata aggressivi, che si sviluppano velocemente e crescono altrettanto rapidamente, con tendenza spinta a metastatizzare. Sono proprio questi tumori che arrivano ad aggredire anche altri organi, attraverso il sangue e il sistema linfatico.

Per questo motivo è raccomandato, anche in assenza di sintomi evidenti, di effettuare screening periodici, onde evitare che il tumore alla prostata venga scoperto solo dopo che è riuscito ad aggredire altri organi.

I sintomi del cancro alla prostata

Se il tumore è ignorato, l’aumento delle dimensioni del cancro porta a problemi legati alla minzione. Questo perché la prostata ricopre l’uretra prostatica. I sintomi del cancro alla prostata possono essere:

difficoltà ad urinare

nicturia (stimolo frequente alla minzione notturna)

stimolo frequente ad urinare durante il giorno

difficoltà a mantenere un flusso costante durante la minzione

dolore e/o bruciore durante la minzione

sangue nelle urine o nello sperma

disfunzione erettile

eiaculazione dolorosa

stanchezza

perdita di appetito

dolore a schiena, fianchi o bacino

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Tumore alla prostata: cure e trattamenti

Quindi tumore alla prostata, cure e trattamenti sono molto diffusi oggi ed entrano a far parte della vita di molti uomini over 50. Le cure variano a seconda dei casi e dei soggetti. Sono infatti previsti diverse cure e diversi trattamenti in base allo stadio del tumore, dallo score Gleason, dal livello PSA, dai sintomi, dall’età e dalle condizioni generali di salute del paziente.

Tumore alla prostata cure, terapie e trattamenti hanno lo scopo di allungare l’aspettativa di vita del paziente. Tra gli interventi più invasivi ed efficaci ricordiamo la prostatectomia radicale. Questa può essere eseguita tramite chirurgia laparoscopica robotica, Intervento chirurgico retropubico, Chirurgia perineale e Prostatectomia laparoscopica. 

La prostatectomia radicale permette di eliminare le cellule neoplastiche, anche se, in alcuni casi, il tumore alla prostata può comunque tornare dopo l’operazione.

Esistono anche altri trattamenti per debellare il tumore prostatico: Radioterapia, Brachiterapia, Terapia ormonale, Orchiectomia, Crioterapia e ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU) e Chemioterapia. La strada giusta da seguire può essere indicata esclusivamente di caso in caso, da un esperto urologo e andrologo.

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    Tra i vari trattamenti adottabili per contrastare il tumore alla prostata, troviamo quello della terapia focale. Si tratta di una tecnica che consente di distruggere le cellule neoplastiche, senza ricorrendo all’esportazione della prostata.

    La prostatectomia radicale robotica è una tecnica mini invasiva che consiste nel rimuovere tutta o in parte la ghiandola prostatica e gli eventuali linfonodi associati in caso di tumore. Si tratta di una tecnica definitiva, che tratta completamente il tumore prostatico. Questa è possibile però solo quando il tumore non ha ancora attaccato gli organi circostanti.

    Gli effetti collaterali sono minimi e il ricovero ospedaliero molto più breve rispetto ad altri tipi di intervento. È l’ideale per tutti quei pazienti che presentano un tumore alla prostata localizzato e non presenta controindicazioni sostanziali, di interesse rilevante.

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