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Tumore alla prostata cure migliori e risultati auspicabili

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Tumore alla prostata cure migliori e risultati auspicabili

Il tumore alla prostata è il più frequente e diffuso tra gli uomini. Solo in Italia si diagnosticano ogni anno circa 44.000 casi. In pratica un uomo su 15 sviluppa questa tipologia di cancro. Anche se si tratta di una malattia grave da non sottovalutare, è curabile, soprattutto quando e se presa nella fase iniziale. Per il tumore alla prostata cure, esami e test preventivi sono, senza dubbio, la strada migliore da seguire per riuscire a debellare il male. Esistono diverse varietà di tumori alla prostata. Tra i più comuni annoveriamo l’adenoma prostatico che si sviluppa nella zona periferica della ghiandola. Durante la sua fase iniziale è asintomatico e presenta i primi sintomi solo in fase avanzata.

La diagnosi è solitamente fatta durante programmi di screening o durante le visite a pazienti affetti da disturbi legati a ipertrofia prostatica. Non vi è però alcuna associazione tra prostata ingrossata e tumore. Visto che in molti casi il carcinoma è asintomatico, diventa di vitale importanza una diagnosi precoce e accurata che porti all’individuazione della malattia.

Tumore alla prostata cure e terapie

Ricerca e tecnologia in ambito medico hanno portato a sviluppare moltissimi diversi metodi per curare il cancro alla prostata. Ciascuno presenta vantaggi e qualche effetto collaterale. È l’urologo a stabilire quale sia il trattamento migliore da seguire in base alle caratteristiche del paziente e della malattia. Tra le varie soluzioni troviamo:

  • chirurgia radicale – prostatectomia radicale robotica
  • chirurgia mininvasiva
  • radioterapia a fasci esterni
  • brachiterapia
  • terapia ormonale (deprivazione androgenica)
  • chemioterapia
  • terapia radiometabolica
  • terapie a bersaglio molecolare – inibitori di PARP
  • immunoterapia

Tumore alla prostata cure

Chirurgia radicale

Consiste nella rimozione dell’intera ghiandola prostatica e dei vari linfonodi presenti nella regione  vicina al cancro. Offre ottimi risultati quando il tumore è limitato esclusivamente all’area della ghiandola prostatica. Oggi, grazie ai molteplici miglioramenti in ambito chirurgico, l’intervento può essere eseguito in modo classico (prostatectomia radicale retro-pubica aperta) o per via robotica.

Chirurgia mininvasiva

Si tratta di una tecnica chirurgica sviluppatasi dalla laparoscopia diagnostica. In diagnostica questa tecnica è usata  per esaminare la cavità addominale attraverso l’introduzione di un endoscopio all’interno di una micro incisione da 1 cm circa. La pratica si è ben presto sviluppata fino a diventare una vera e propria tecnica operatoria. Grazie all’endoscopio, il chirurgo vede all’interno della prostata con immagini catturate dallo strumento e trasmesse a un apposito monitor. Le immagini guidano le mani del medico che esegue l’operazione.

Radioterapia a fasci esterni

È impiegata soprattutto nei trattamenti standard ed è efficace nei tumori a basso rischio, con risultati simili a quelli della prostatectomia radicale. Consiste nel colpire la zona affetta da tumore con una fonte esterna di radiazioni ionizzanti.

Brachiterapia (radioterapia interna o curieterapia)

Utile nelle malattie a basso rischio, la brachiterapia consiste nell’inserire all’interno della prostata dei piccoli “semi” che rilasciano lentamente delle radiazioni. La sorgente radioattiva è quindi posta all’interno del corpo sulla zona o in prossimità del tumore.

Terapia ormonale (deprivazione androgenica)

Il testosterone è un ormone prodotto dai testicoli. Purtroppo è in grado anche di stimolare la crescita dei tumori alla prostata. La deprivazione androgenica vuole cercare di contrastare l’azione di stimolazione, rallentando o bloccando la sintesi del testosterone. La maggior parte delle cellule tumorali risponde positivamente a questo genere di trattamento.

Tumore alla prostata cure

Chemioterapia

La terapia consiste nell’impiegare i farmaci antineoplastici. Si tratta di particolari sostanze capaci di distruggere o tenere sotto controllo le cellule tumorali. Il trattamento è in grado di ridurre le dimensioni del tumore, mantenere la situazione sotto controllo e alleviare dolori e sintomi legati alla patologia.

Terapia radiometabolica

Un’innovativa tecnica che sfrutta le capacità dei radiofarmaci. In particolare del radio 223, una sostanza in grado di collocarsi esattamente nelle zone nelle quali si verificano elevati turnover (ricambi) ossei. Il radio trasmette alle aree dove si posiziona particelle ad alta energia che riescono a distruggere le cellule tumorali.

Terapie a bersaglio molecolare – inibitori di PARP

Terapia sviluppata in ambito di studi clinici utilizzata in particolare in uomini che presentano precise mutazioni nei geni BRCA. Questo genere di terapia riesce a diminuire la proliferazione delle cellule cancerose, ostacola l’angiogenesi (lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni indispensabili a nutrire il tumore) e promuove l’apoptosi delle cellule tumorali (ovvero la morte programmata).

Immunoterapia

L’efficacia di questo trattamento nella cura del tumore prostatico è ancora da verificare. Alcuni studi, però, indicano che abbinando altri trattamenti, l’immunoterapia diventerà una nuova arma contro il tumore alla prostata nei pazienti con carcinomi resistenti a terapie più convenzionali.