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Tumore alla prostata aspettative di vita

Tumore alla prostata: aspettative di vita, dati e statistiche

Grazie all’articolo: “Tumore alla prostata: sintomi, cause e tipologie” sappiamo cos’è un tumore alla prostata, quali sono le cause, i sintomi e i segni più comuni. Si tratta di una delle patologie più comuni e diffuse tra la popolazione maschile mondiale. Oltre 42.000 casi diagnosticati ogni anno e, secondo il rapporto Aiom-AIRTUM, il tumore alla prostata è presente, in forma latente e biologicamente non aggressiva, nel 15-30% dei soggetti oltre 50 anni e nel 70% circa degli ottantenni. Il tumore alla prostata rappresenta il 19% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione maschile. In prevalenza tra i soggetti tra 50-69 anni e ultrasettantenni.

Il cancro alla prostata è subito seguito dal tumore al polmone (15%), dal tumore del colon-retto (13%), dal tumore della vescica (11%) e dal tumore dello stomaco (4%). Visto la grave incidenza di questa patologia, oggi vogliamo trattare, relativamente al tumore alla prostata, aspettative di vita, dati statistici e progressione tumorale.

Tumore alla prostata: aspettative di vita

L’ Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e l’Associazione Italiana Registro TUMori (AIRTUM) forniscono, ogni anno, una serie di utili informazioni relativamente al tumore alla prostata: aspettative di vita, tasso di mortalità, prevalenza e fattori di rischio riconosciuti. Negli ultimi anni, i dati rilevati sull’argomento, hanno sottolineato quanto l’Italia sia allineata alla media europea per percentuali di sopravvivenza al tumore. In alcuni casi, addirittura, la nostra media, è superiore a quella a livello europeo.

Fino a qualche anno fa, il tumore alla prostata, era considerato come un male incurabile. Oggi, grazie all’innovazione tecnologica, alla ricerca e a nuove tecniche e trattamenti (come ad esempio ultrasuono focalizzato ad alta intensità HIFU – l’ablazione crioterapica della prostata, crioterapia e la terapia fotodinamica focale), il cancro alla prostata si è trasformato in una patologia dalla quale si può guarire o, comunque, con la quale è possibile convivere. I dati, infatti, hanno dimostrato che oltre 3 milioni di persone sono sopravvissute al cancro, grazie anche ai nuovi trattamenti proposti dalla chirurgia mini-invasiva.

La mortalità per tumore è in calo. I tempi di sopravvivenza si allungano e la soglia di sopravvivenza di 5 anni è ormai vicina al 90% dei casi. Tutto questo è reso possibile anche grazie alla maggiore diffusione dei piani di screening a livello regionale e alle diagnosi precoci. Di importanza fondamentale la lotta al tabagismo e alla sedentarietà. La promozione di uno stile di vita sano con attenzione all’alimentazione e i continui progressi in ambito medico, rappresentano il punto di svolta nella lotta contro il tumore alla prostata.

Tumore alla prostata aspettative di vita

Progressione tumorale

Tra i vari fattori di rischio per il tumore prostatico, ha una certa rilevanza l’etnia. Recenti studi hanno infatti dimostrato che questo genere di tumore risulta avere un’incidenza più alta negli uomini afroamericani. Minore invece nelle popolazioni asiatiche (Cinesi e Giapponesi in particolare). Nonostante i dati, ancora non si conoscono le cause che portano a questo fenomeno. È possibile che si tratti di un insieme di fattori, quali, ad esempio, le caratteristiche biologiche del tumore, fattori socio-culturali, oppure la possibilità di accedere alle relative cure mediche.

Quindi la razza sembrerebbe predisporre al tumore, ma non ha alcuna incidenza sulla sua progressione. L’aggressività del cancro alla prostata sembra essere totalmente dissociata dall’etnia di appartenenza. La differenza di razza non ha alcuna influenza sul rischio di sviluppo metastatico, o sulle probabilità di sopravvivenza globali.

Tumore alla prostata e attività fisica

Alcuni studi hanno dimostrato l’importanza di svolgere attività fisica, nei casi di diagnosi di tumore alla prostata. Praticare almeno 5 ore alla settimana di moderata attività fisica, sembra ridurre il rischio di morire a causa della malattia.

I dati sono stati pubblicati, qualche anno fa, dalla rivista European Urology. L’esercizio fisico regolare, moderato e costante, ha evidenziato tutti i benefici dell’attività sportiva. Con questa è possibile prevenire l’insorgere di eventuali malattie e ritardare la mortalità specifica per cancro alla prostata in uomini con tumore della prostata non metastatico. Dai risultati ottenuti dagli studi condotti è emerso che la ricerca  è stata statisticamente significativa per gli uomini con tumori a basso e medio rischio.

In conclusione le ricerche e gli studi condotti, mostrano come l’esercizio fisico tra i sopravvissuti al cancro della prostata possa migliorare la fatica, la qualità di vita e il tono muscolare