Protesi del pene Milano

Protesi del pene Milano

PROTESI DEL PENE MILANO

Le protesi del pene Milano aiutano a ristabilire la normale funzionalità erettile dell’organo esterno riproduttivo maschile. I soggetti che si rivolgono a questa soluzione, lo fanno consapevoli di risolvere il proprio problema, nel 90% dei casi. Non tutti però sono consapevoli dell’efficacia della terapia chirurgica e, un po’ per cattiva o insufficiente informazione, un po’ per reticenza, preferiscono non ricorrere a questo trattamento.

I casi in cui è possibile intervenire con una protesi al pene sono molteplici, ma tutti legati dalla stessa componente di base: impossibilità ad avere e/o mantenere un’erezione. Lo studio e la ricerca in questo ambito hanno fatto notevoli progressi negli ultimi 50 anni. Se durante gli anni ’70-’80 si faceva ricorso soprattutto a protesi semirigide, oggi si preferiscono quelle idrauliche. I materiali strutturali sono cambiati e le tecniche operatorie si sono perfezionate.

L’inserimento di una protesi peniena lascia un naturale aspetto all’organo, non presenta gravi complicazioni e rischi e le cicatrici sono praticamente impercettibili (soprattutto dopo che i peli pubici sono ricresciuti).

Protesi del pene: che cos’è

Si tratta di un dispositivo medico impiantato chirurgicamente nei corpi cavernosi del pene, cioè direttamente dentro la camera di erezione. È una tecnologia adottata per risolvere moltissimi casi di disfunzione erettile.

Protesi del pene Milano

Protesi del pene Milano: quando prenderla in considerazione

Ci sono molti casi nei quali è possibile prendere in considerazione un intervento chirurgico al pene per l’installazione di una protesi peniena. Ad ogni modo serve per risolvere un problema di disfunzione erettile. Quindi ne può fare ricorso chi soffre di impotenza derivante sia da patologie quali il pene curvo, o la malattia di Peyronie sia chi accusa gravi vasculopatie artero-venose cavernose.

Non solo. Anche chi avesse provato un approccio farmacologico al problema senza riscontrare progressi rimarchevoli, può ricorrere alla chirurgia. I farmaci utilizzati per trattare questa patologia sono solitamente inibitori PDE5, che è somministrato con iniezioni intracavernose. Chi non volesse sottoporvisi, o chi non potesse, può trovare una valida alternativa nel metodo chirurgico.

La chirurgia per l’inserimento di una protesi al pene è molto efficace e risolve in via duratura il problema della disfunzione erettile, nella maggior parte dei casi.

Protesi peniena: tipologie e caratteristiche

Come abbiamo detto nel corso del tempo c’è stata una forte evoluzione e una marcata innovazione tecnologica nel settore delle protesi. Ricerca e studi hanno portato ad un generale miglioramento delle tecniche chirurgiche applicative e hanno permesso di selezionare materiali più idonei e più duraturi.

Gli impianti oggi durano più a lungo e difficilmente manifestano imperfezioni e malfunzionamenti. Questo ha fatto crescere sempre di più l’interesse per il settore che ha visto affinarsi una specializzazione di élite tra i medici urologhi e androloghi.

Esistono diverse tipologie di protesi, che si possono raggruppare in due grandi macro categorie:

  • protesi peniene malleabili
  • protesi peniene idrauliche
Protesi del pene Milano

Protesi peniene malleabili

Le protesi non idrauliche consistono nell’inserimento di due cilindri in silicone semi rigido, ricoperti da uno strato di silicone soffice, all’interno dei corpi cavernosi del pene. Questa tipologia di protesi è stata la prima ad essere impiantata e testata, sin dagli anni ’50. Da ancora oggi ottimi risultati, anche se il pene rimane sempre in una posizione semi eretta, ma è comunque facilmente mascherabile.

Protesi Peniene idrauliche

Rappresentano l’avanguardia del settore. Soluzioni pratiche e durature sono composte da tre diversi elementi:

  • serbatoio pre-riempito con soluzione fisiologica
  • due cilindri gonfiabili
  • micro pompa e pulsante per attivazione/disattivazione

Il serbatoio è inserito dietro la parete addominale, la pompa nello scroto, tra i testicoli, per meglio mascherarla e i due cilindri sono inseriti all’interno dei corpi centrali cavernosi del pene.

A differenza delle sorelle semirigide, le protesi idrauliche lasciano al pene un aspetto sempre del tutto naturale. Questo è possibile perché si tratta di protesi “flosce” che permettono l’erezione del membro solo su richiesta e opportuna sollecitazione erotica.

Garantiscono risultati ottimali, duraturi e facilmente mascherabili. Molte partner non arrivano mai ad accorgersi della presenza della protesi, anche durante l’atto sessuale.

Protesi del pene Milano: prima dell’operazione

Come per ogni altro intervento chirurgico, anche per quello di protesi peniena, è vietato mangiare nelle sei ore immediatamente precedenti. È inoltre vietato fumare e bere alcolici. Ogni aspetto della condizione medica del paziente deve essere preventivamente discusso con il chirurgo, compresa l’eventuale assunzione di farmaci. In alcuni casi, infatti, potrebbe essere richiesta la sospensione della somministrazione di tali farmaci, anche diversi giorni prima dell’intervento. La ripresa dell’assunzione dei farmaci dovrà poi essere discussa sempre con il medico che effettua l’intervento.

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    Protesi del pene Milano: come si svolge l’operazione

    L’intervento chirurgico di protesi peniena idraulica avviene in anestesia generale, o dorsale. Al paziente è inserito un catetere, che normalmente è rimosso il giorno seguente l’operazione. Una volta anestetizzato il paziente, il chirurgo esegue un piccolissimo taglio nella parte alta del pube, all’attaccatura del pene, oppure tra pene e scroto. Si tratta di un’incisione davvero sottile, ma abbastanza profonda da permettere di scoprire i corpi cavernosi del pene.

    Ed è proprio all’interno dei corpi cavernosi che il medico va ad inserire le protesi, di lunghezza adeguata al soggetto. Dopo le protesi sono installati il serbatoio, dietro la parete addominale e la pompa nello scroto tra i testicoli, per nasconderla al meglio.

    Una volta che tutti gli elementi sono collocati, vengono connessi tra loro e il chirurgo sutura l’incisione. Le ferite sono ripulite ed è applicata un bendaggio compressivo. Molto chirurghi preferiscono lasciare l’impianto penico gonfio, per almeno un giorno, mentre altri lasciano il drenaggio rimosso trascorsa una giornata.

     

    Dopo l’intervento: degenza, recupero e normale attività

    Il paziente è dimesso di solito il giorno successivo all’intervento. Il bendaggio è rimosso e l’impianto sgonfiato dal chirurgo. Per alcune settimane successive, irritazione, dolore e gonfiore potrebbero insistere. Nei due, tre giorni immediatamente prossimi all’operazione si possono avere anche alcune perdite dovute all’incisione. Problemi che si risolvono autonomamente.

    Le normali attività, nonché i rapporti sessuali, sono solitamente possibili dopo 4-8 settimane. Durante il periodo di recupero è consigliato non sollevare pesi maggiori ai 5 kg, non fare attività fisica, non andare in bicicletta ed evitare bagni termali e saune.

    I tempi di recupero variano comunque da soggetto a soggetto e da caso a caso.

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