Articolo

Protesi al pene

Protesi al pene: complicanze, rigetti e dubbi

La protesi al pene è una soluzione definitiva all’impotenza maschile. Si tratta di un dispositivo medico formato da due cilindri in silicone impiantato chirurgicamente nei corpi cavernosi del pene. Ha lo scopo di risolvere, in modo permanente, la rigidità peniena. È una procedura permanente perché, una volta installata, la protesi peniena non può essere rimossa. Quindi è impossibile tornare indietro. La decisione deve quindi essere presa in modo oculato e con cognizione di causa. Proprio per questo motivo, prima di sottoporsi a un intervento chirurgico, molti pazienti preferiscono provare dei trattamenti alternativi. Farmaci per via orale, autoiniezioni e i dispositivi vacuum sono le strade maggiormente seguite. Purtroppo, però, non rappresentano soluzioni efficaci e/o appropriate per tutti.

Protesi al pene: complicanze e rigetti

Alcuni uomini, pur necessitando di un intervento per l’impianto di protesi al pene temono l’operazione e le eventuali complicanze successive. Prima di tutto è doveroso specificare che il successo chirurgico di un impianto protesico è superiore al 90%. Tutti i materiali di cui sono composti le protesi sono biocompatibili. Questo riduce al minimo i casi di rigetto che si attestano attorno all’1%. Risultati sorprendenti resi possibili solo grazie allo sviluppo di nuovi materiali (come il bioflex) e il rivestimento antibiotico (InhibiZone).

Dati statistici parlano di un elevato grado di soddisfazione tra gli uomini che si sono sottoposti all’intervento chirurgico. L’operazione è condotta in anestesia generale e richiede, di norma, una notte di degenza. Sono consigliati almeno tre giorni di riposo e il catetere urinario è rimosso il giorno successivo all’operazione. I rapporti sessuali possono essere ripresi dopo circa 30-40 giorni. Durante la fase post operatoria è probabile che il paziente soffra una modesta  dolenzia al pene, che andrà comunque a sparire da sola.

Le complicanze post operatorie non sono sicure. Quando e se dovessero presentarsi, si manifesta prevalentemente con:

  1. possibile insorgenza di ematoma o ecchimosi, che regrediscono spontaneamente
  2. infezioni
  3. guasti meccanici
  4. malfunzionamento
  5. aneiaculazione
  6. disturbi di sensibilità
  7. lussazione dei componenti

L’incidenza delle complicanze è veramente molto bassa in termini statistici.

Protesi al pene

Protesi pene: dubbi e incertezze

Decidere d’impiantare una protesi al pene deve essere una scelta che dottore e paziente prendono di comune accordo. Nonostante la risolutezza di molti uomini, i dubbi in merito a un impianto protesico sono ancora molti. Alcuni, ad esempio, si interrogano sulla sensibilità e sul calore del membro dopo l’intervento, al momento in cui la vita dovrebbe riprendere normalmente.

La procedura eseguita prevede una minima dilatazione e traumatismo dei corpi cavernosi. Porre particolare attenzione in sala operatoria, permette di preservare il più possibile il tessuto penieno (tessuto cavernoso) affinché la temperatura possa essere mantenuta costante e bilanciata. In questo modo la sensibilità e la temperatura stessa contribuiscono alla normale erezione insieme alla protesi.

Tanti altri pazienti si chiedono se una protesi al pene possa anche influire sulle dimensioni dell’organo. In effetti, le protesi peniene possono aumentare la lunghezza del pene. In particolar modo le protesi gonfiabili possono agire da espansore tissutale aumentando lunghezza e circonferenza (soprattutto negli uomini che soffrono di disfunzione erettile refrattaria). Inoltre le protesi sono disponibili anche in varie misure e sono scelte dall’andrologo durante la procedura in base alla lunghezza del pene e a varie misurazioni.

Protesi del pene: consigli

I soggetti che soffrono di disfunzione erettile severa devono parlare e confrontarsi con il proprio andrologo per trovare la soluzione migliore al proprio problema e fugare qualunque dubbio al riguardo. È importante confidarsi sinceramente con il proprio medico e parlare senza timore o vergogna del problema, senza trascurare aspetti della sfera personale.

Attualmente l’impianto protesico penieno è la soluzione migliore, più efficace e durevole, per tutti i pazienti non responsivi alle note terapie orali e farmacoriabilitative. Vanta ottimi risultati in termini di soddisfazione e rappresenta, quindi, una scelta terapeutica assolutamente perfetta nella maggioranza dei casi clinici.