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Malattia di Peyronie e impotenza

Malattia di Peyronie e impotenza

La malattia di Peyronie affligge oltre il 4% della popolazione maschile. Crea molto imbarazzo in tantissimi uomini e, in molti casi, può causare difficoltà ad avere rapporti sessuali continuativi e soddisfacenti. La malattia di Peyronie e impotenza sono a volte collegate tra loro, soprattutto in casi estremi, quando la patologia progredisce e degenera.

Malattia di Peyronie: un breve ripasso

La malattia di Peyronie consiste in una progressiva connettivizzazione del tessuto elastico situato tra i corpi cavernosi del pene. A cose normali, il tessuto elastico consente ai corpi cavernosi di espandersi, quando il pene va in erezione. Il fenomeno di trasformazione da tessuto elastico a tessuto connettivo, impedisce ai corpi cavernosi di espandersi come invece dovrebbero. L’ostacolo porta a creare una placca di tessuto connettivo che incurva il pene. La curvatura dell’organo può essere dorsale, laterale o ventrale. In generale, a causa della curvatura, le dimensioni del pene diminuiscono.

La patologia prende sostanza sotto forma di placche che si formano sull’asta del pene e con la curvatura anomala dell’organo. La curvatura provoca molto spesso anche dolore fisico. Inoltre, accorciandosi, in alcuni casi, molti uomini non riesco più a eseguire una penetrazione corretta.

Malattia di Peyronie e impotenza

La malattia di Peyronie e impotenza possono essere strettamente correlate tra loro. Infatti, quando la patologia progredisce e degenera colpendo in modo significativo i corpi cavernosi del pene, aumentando molto la curvatura dell’asta, è possibile arrivare all’impotenza.

Un’impotenza causata, in parte dal dolore fisico che può impedire addirittura l’atto sessuale e, dall’altra, dettata anche dalla “funga venosa”(disfunzione venoocclusiva). Si tratta della fuoriuscita di sangue dai corpi cavernosi del pene in erezione. Una condizione tale che non consente all’organo di andare o mantenere l’erezione stessa.

Alcuni andrologi chirurghi sostengono che la disfunzione veno-occlusiva può essere risolta mediante l’ausilio di legature venose o embolizzazioni. Si tratta d’interventi volti ad aumentare la resistenza venosa. Altri medici, invece, sono molto scettici sull’effettiva efficacia di tali operazioni che considerano dei meri rimedi temporanei. Sicuramente, prima di prendere una decisione e optare per una terapia piuttosto che per un’altra, è necessaria una diagnosi profondamente ragionata. Questo significa che la decisione finale per il trattamento della funga venosa deve essere sostenuta da svariati esami e test: ecodoppler dinamico, NPT , cavernosografia/metria ecc…

Malattia di Peyronie e impotenza

Ostruzione arteriosa e microchirurgia

In presenza di ostruzioni arteriose che impediscono il corretto flusso sanguigno e che, di conseguenza, impediscano una valida erezione, la microchirurgia arteriosa di by-pass può essere una soluzione. In pratica, si tratta di micro interventi che servono a creare delle neo vie arteriose. La microchirurgia arteriosa permette di aumentare la pressione di perfusione e il flusso arterioso. Una soluzione che permette di ottenere un’erezione più rigida e più veloce.

Sono oltre 130 le varianti di varianti di rivascolarizzazione microchirurgica del pene. Vale a dire che esistono ben 130 modi diversi per creare un nuovo passaggio per il sangue arterioso che serve a inturgidire il pene. è una soluzione che non va bene per tutti i pazienti. È adatta, infatti, a chi può vantare una età media e giovane con un deficit erettile causato da insufficienza arteriosa, ma in presenza di una normale funzionalità venosa peniena. Nonostante esista una ricca letteratura medica relativa alla microchirurgia del pene, è un argomento che deve ancora essere approfondito. Molti i punti oscuri ancora da chiarire, soprattutto legati ai molti insuccessi che spesso registra. Per fortuna esiste sempre una valida alternativa: la protesi peniene.

Protesi peniene

Malattia di Peyronie e impotenza, come abbiamo visto, possono essere strettamente correlate tra loro. In presenza di funga venosa, la microchirurgia arteriosa di by-pass non costituisce la soluzione migliore e più efficace. Lo sono, invece, le protesi peniene. Gonfiabili o idrauliche, si tratta di sistemi innovativi, testati ed efficaci, che permettono ai soggetti afflitti da impotenza, di tornare a godere velocemente di una piena vita sessuale.

È un’operazione terapeutica definitiva che richiede l’intervento di un esperto andrologo che deve eseguire, prima di tutto, un’attenta valutazione pre-operatoria. Non si tratta solo di test ed esami fisici, deve anche essere un’indagine psicologica mirata a capire se il paziente vivrà serenamente la futura vita sessuale in presenza della protesi al pene.