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Laser prostata

Laser prostata Green Light: vaporizzazione fotoselettiva come rimedio per l’IPB

Come abbiamo avuto modo di vedere in alcuni articoli precedenti, l’IPB è una patologia che affligge moltissimi uomini, soprattutto dai 50 anni di età in su. Strettamente correlata all’invecchiamento fisiologico, l’ipertrofia prostatica benigna, può provocare disturbi, anche gravi, portando conseguente fastidio e dolore. Le terapie ad oggi conosciute per far fronte a questa malattia sono molteplici. Si va dall’approccio farmacologico a quello chirurgico, dalle terapie alternative al vapore acqueo a quelle eseguite con laser. La scelta dell’uno, piuttosto che dell’altra, dipende da caso a caso e da soggetto a soggetto. Solitamente, dopo varie visite, è l’urologo che stabilisce quale sia la strada migliore da intraprendere per far fronte alla patologia. Molto spesso i trattamenti farmacologici non sono sufficienti, mentre quelli chirurgici risultano troppo invasivi con conseguenze post operatorie anche gravi. Per questo motivo, oggi i trattamenti laser prostata sono considerati, nella maggior parte dei casi, le soluzioni migliori per combattere l’IPB e non rimanere schiavi a vita di un farmaco. Tra questi spicca un innovativa tecnica al laser verde, la Green Light Laser, testata per la prima volta negli USA presso la Mayo Clinic (organizzazione no profit impegnata in ricerca e sviluppo medica) di Rochester.

Green Light Laser: in cosa consiste

Il trattamento denominato Green Light Laser è un innovativo sistema di trattamento mini invasivo dell’ipertrofia prostatica benigna. Si tratta di una procedura endoscopica che serve a ridurre i sintomi urinari e di ostruzione, causati dall’ingrossamento della ghiandola prostatica, che porta ad avere complicazioni nello svuotamento della vescica.

L’intervento è endoscopico. Questo significa che non è praticata alcuna incisione esterna della cute. Lo strumento chirurgico è infatti inserito all’interno attraverso il pene. In pratica il rettoscopio è introdotto all’interno del pene e attraverso questo una sonda laser è fatta scivolare verso la ghiandola prostatica ingrossata.

Dalla sonda è poi fatto sprigionare un raggio laser di colore verde intenso che rilascia energia su determinati componenti dei tessuti, in base alla sua lunghezza d’onda specifica.

L’energia scaturita dal laser interagisce in modo alquanto specifico con l’emoglobina contenuta nel tessuto:

  • i tessuti prostatici riccamente vascolarizzati sono vaporizzati con efficienza sorprendente
  • l’effetto di emostasi, vale a dire la coagulazione e la chiusura dei vasi sanguigni, è molto rapidamente.

Il laser opera ad una lunghezza d’onda di 532 nm (appunto luce verde). In questo caso l’energia scaturita è assorbita dall’emoglobina, ma non dall’acqua. Ed è proprio questa caratteristica fisica che determina una vaporizzazione fotoselettiva. In pratica, a causa di un’elevata densità di energia applicata al laser, si determina un’ablazione del tessuto. La stessa densità energetica provoca una rapida vaporizzazione del tessuto superficiale creando un minuscolo “bordo” di tessuto coagulato. La tecnica si è perfezionata nel tempo, soprattutto negli ultimi decenni. Infatti la potenza massima del laser prostata Green Light è stata portata da 80 Watt a 180 Watt.

Laser prostata

Laser prostata: i vantaggi del Green Light

Le terapie laser prostata, presentano moltissimi vantaggi, rispetto alle più invasive tecniche chirurgiche. Non sempre sono applicabili, ma la dove è possibile intervenire con il laser, i risultati non tardano ad arrivare. Tra i tanti vantaggi ricordiamo che:

  • I pazienti sottoposti a Green Light possono riprendere entro pochi giorni dall’intervento le normali attività quotidiane
  • Entro 4-6 settimane i soggetti riacquistano la normale vigorosità nello svolgimento di ogni attività
  • Le complicazioni post operatorie sono molto infrequenti e soprattutto lievi quando e se si verificano
  • Oltre il 30% dei pazienti sottoposti a questa terapia non ha necessità di un catetere post operatorio
  • Recenti studi hanno dimostrato che il laser Green Light non comporta impotenza post operatoria
  • L’eiaculazione retrograda è molto ridotta
  • Le probabilità di essere sottoposti ad un secondo intervento oltre i cinque anni è inferiore a quella di altri trattamenti
  • La vaporizzazione fotoselettiva è un intervento eseguito in ambulatorio
  • Non è necessario ricorrere all’anestesia totale perché l’operazione è eseguita con anestesia locoregionale
  • Essendo un’operazione endoscopica non è praticata alcuna incisione dell’epidermide e di conseguenza il sanguinamento è ridotto e l’intervento non lascia alcuna cicatrice
  • Si tratta di un intervento mini invasivo
  • Nel giro di 24-48 il paziente è dimesso (salvo imprevisti)

Quindi si tratta di una tecnica che offre risultati soddisfacenti a lungo termine. Anche a distanza di anni dall’operazione, i pazienti continuano ad avere persistenti miglioramenti del flusso urinario e una drastica riduzione dei sintomi di ostruzione della vescica.