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Chirurgia robotica

Chirurgia robotica: gli strumenti di precisione per interventi mini invasivi

La chirurgia robotica per la prostata comprende diverse tipologie di interventi mini invasivi, eseguiti mediante l’ausilio di sistemi computerizzati o robotici di precisione. Questi forniscono ausilio al chirurgo nell’atto operatorio, così da ridurre l’invasività operatoria e le complicanze a fronte di un incremento dei risultati funzionali ed estetici. In un precedente articolo: “Tumore alla prostata: interventi mini-invasivi e non invasivi”, abbiamo iniziato a vedere quali sono le tradizionali tecniche chirurgiche invasive e radioterapiche, nonché le più innovative tecniche mini-invasive e persino non invasive.

Tradizionalmente la chirurgia robotica per la prostata è effettuata nei casi di tumore (prostatectomia). La tecnica robotica, infatti, si è affermata come il metodo mini invasivo nell’asportazione della prostata e degli eventuali linfonodi patologici associati in caso di tumore avanzato. Rappresenta il trattamento di eccellenza. Questo ha lo scopo di trattare totalmente e definitivamente il tumore prostatico, negli stadi in cui il tumore non ha diffuso agli organi circostanti. Questa viene eseguita mediante l’utilizzo del Robot da Vinci. L’impiego di questa tecnica mediante questo supporto robotico ha fatto ottenere dei risultati davvero molto ambiziosi e soddisfacenti. Infatti la chirurgia robotica ha permesso di ridurre il tasso delle complicanze e degli effetti avversi, oltre a diminuire sensibilmente i tempi di degenza postoperatori e ad ottenere migliori risultati estetici.

Chirurgia robotica: il robot da Vinci

Il Robot Da Vinci è un complesso sistema computerizzato. Si tratta di una macchina altamente sofisticata composta da svariate parti, strumentazioni e componenti. Prevede l’utilizzo di un visore tridimensionale ad alta definizione in grado di magnificare l’immagine, unitamente alla possibilità di usare fino a 3 braccia robotiche completamente snodabili contemporaneamente. Queste sono controllate con altissima precisione dal chirurgo mediante una console collegata al sistema robotico.

Si tratta di una tecnica innovativa che presenta notevoli vantaggi e porta a risultati sbalorditivi. Un metodo che sfrutta elementi come:

  • la visione magnificata tridimensionale
  • i bracci accessori del robot
  • elevata snodabilità nei tre piani delle braccia
  • assenza del fisiologico tremore umano

La somma di tutti questi fattori, fanno della chirurgia robotica una tecnica sicura ed efficace. I risultati oncologici sono sovrapponibili alla tradizionale chirurgia a cielo aperto, ma con risultati funzionali ed estetici significativamente superiori.

Chirurgia robotica prostata: risultati funzionali ed estetici

L’avanguardia in questo campo, la continua ricerca e il miglioramento costante della strumentazione messa a disposizione dei chirurghi, ha fatto si che la chirurgia robotica diventasse ben presto un punto di riferimento per la medicina di settore.

Notevoli e indubbi i risultati, di gran lunga migliori e superiori, dal punto di vista funzionale ed estetico, rispetto alle tecniche tradizionali. Difatti risultano:

  • ridotti i tempi operatori
  • ridotto dolore e trasfusioni postoperatorie
  • minor sanguinamento
  • minor effetti avversi
  • preservazione della funzione sessuale
  • notevolmente diminuiti i tassi di incontinenza urinaria ed impotenza

Chirurgia robotica

L’approccio robotico, infatti, offre la possibilità al chirurgo di poter preservare, in casi selezionati, le strutture vascolari e nervose deputate alla fisiologica funzione sessuale. In alcuni casi è infatti possibile effettuare una tecnica denominata “sexual sparing” o “nerve sparing”.

Oggi, grazie a diverse pratiche di screening e prevenzione, sommate a tecniche chirurgiche e procedure riabilitative sempre più precise e innovative, è possibile riuscire a preservare e mantenere una soddisfacente attività sessuale.

Tumore alla prostata: come funziona l’intervento

L’intervento alla prostata è eseguito in anestesia generale e in condizioni di totale sterilità. Per permettere l’accesso dell’ottica e delle braccia robotiche agli organi bersaglio sono praticate 5 o 6 piccole incisioni di 1 cm circa sull’addome.

In questo modo è preservata l’estetica corporea ed è così possibile insufflare dell’anidride carbonica. Questa risulterà inerte ad adeguate pressioni, in cavità addominale. L’intervento dura solo poche ore e al  termine è posizionato un catetere vescicale che perdurerà circa 7-10 giorni. In alcuni casi è inserito anche un ulteriore eventualmente tubo di drenaggio, ma solo quando lo specialista urologo ne preveda l’utilità e la necessità.

La degenza, generalmente, non supera i 3 o 4 giorni e i punti di sutura cutanei sono rimossi all’incirca in decima giornata, con ripresa della vita quotidiana per il paziente.

Accanto al tradizionale robot chirurgico Da Vinci, utilizzato per la prostatectomia laparoscopica robot-assisted, recentemente sono stati sviluppati altri sistemi robotici o computerizzati per l’ausilio del chirurgo nella chirurgia prostatica. Tra queste risultano innovative ed uniche il sistema AQUABEAM, utilizzato nelle metodiche di aquablazione prostatica per ipertrofia prostatica benigna e la metodica non invasiva ablativa focale ad ultrasuoni focalizzati ad alta intensità (HIFU), utilizzato in casi specifici di tumori prostatici localizzati.